LE REAZIONI DEI CANI PAUROSI

In situazioni di difficoltà o di timore, il cane attua secondo il proprio etogramma 3 comportamenti: stato di fuga, stato di aggressione/attacco o immobilità (in inglese, le 3 F: flight, fight, freeze).

Stato di fuga (Flight): allontanamento dalla fonte di timore. Lo vediamo per esempio durante un temporale (o i fuochi artificiali, o i botti di Capodanno), perché porta il cane ad una fuga costante dalla fonte di rumore; una fuga che termina solo a temporale cessato e quindi il cane si potrebbe essere allontanato anche centinaia di metri o chilometri dalla propria abitazione e non avere più cognizione per tornare verso casa. Alcuni cani potrebbero entrare in un vero e proprio stato di panico, ferendosi anche gravemente nel tentativo di fuga.

Stato di aggressione o combattività (Fight): comporta una reazione del cane che, sottoposto ad uno stimolo negativo o una minaccia, voglia difendersi o mettersi in una situazione di allerta verso lo stimolo antagonista ringhiando, minacciando, mordendo.

Stato di immobilità (Freeze): condizione mentale molto particolare ed estremamente deleteria perché il cane si immobilizza e tende a non comunicare più nulla. Apparentemente il cane potrebbe sembrare in una situazione di controllo, dove non dimostra nessuno stato di angoscia: in realtà l’angoscia è molto presente e viene vissuta dal cane in maniera molto negativa. Ad esempio, i cani che sono sempre intimoriti dal contatto fisico in alcuni casi si bloccano e si lasciano manipolare: sono apparentemente tranquilli ma stanno invece bloccando il proprio corpo in questo stato mentale di freezing, con l’intento di interrompere il comportamento dell’altro soggetto. Attenzione: il “freezing” a volte è il comportamento che precede il “fight”, ovvero il morso.
Un classico esempio dei cani cosiddetti “frozen” è quello dei cani del canile: sempre immobili, spesso con il muso rivolto verso il muro o il fondo del loro box, sono cani rassegnati a non avere possibilità di fuggire o di non superare la paura che hanno in quel momento.
La postura del cane che è in questo stato è facilmente riconoscibile: si irrigidisce, si immobilizza, la coda è spesso tra le zampe, le orecchie all’indietro e gli occhi con le pupille dilatate che sfuggono allo sguardo di chi hanno di fronte.

Questi comportamenti possono presentarsi uno di seguito all’altro, o anche singolarmente.

Le paure possono svilupparsi nel cane per cause diverse e spesso sono il risultato di più fattori: mancata abituazione agli stimoli in giovane età, mancata o scorretta socializzazione, esperienze negative, ecc.

Come risolverle? Le situazioni di timore si risolvono attraverso processi di desensibilizzazione e controcondizionamento: sono entrambi da trattare con educatori cinofili o medici veterinari comportamentisti e devono essere ben bilanciati su ogni singolo soggetto. Non ci sono regole comuni, solo una persona esperta del settore potrà essere d’aiuto per gestire gli stati di timore del cane e le cause che lo provocano.

 

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